La politica è la passione che coltivo da quando a 22 anni diventai consigliere circoscrizionale con la lista della Democrazia Cristiana. Poi i partiti sono stati cancellati e per un trentennio sono nati e morti “contenitori” costruiti intorno a singole personalità che hanno guerreggiato uno contro l'altro. Oggi è necessario chiudere un trentennio vuoto ed iniziarne un altro con una prospettiva di idee, di progetti e magari anche di sogni che tengano al centro gli interessi della comunità. Iniziamo da Roma dove cambiare è possibile. Ascoltando Carlo Calenda ho capito che aveva individuato le debolezze della nostra città stigmatizzandole in due parole "rassegnazione" e "competenza". I romani sono talmente rassegnati all'idea che la città non possa cambiare, che o considerano la Sindaca Raggi, tutto sommato adeguata, giustificandone l'inconcludenza con il peso dei problemi ereditato, o rimpiangono il peggiore consociativismo di destra e sinistra che per vent’anni ha gestito il "modello Roma". Se Carlo Calenda non sarà sindaco, chiunque vinca, non cambierà nulla, i romani lo sanno ed hanno già accettato quello che credono inevitabile. Invece uno scatto di orgoglio di civica protesta può cambiare le cose, basta scegliere chi non vuole accordi di potere, perché questa è la rovina di Roma, ed ha scelto invece di essere il Sindaco di tutti i romani.
La “competenza” che nel passato è sempre stato un requisito importante anche nelle scelte clientelari, oggi è paradossalmente un problema, la politica preferisce ingaggiare amici, grandi elettori anche se incapaci di gestire con professionalità i ruoli a loro assegnati. Ma orai è indispensabile privilegiare le capacità perché la pandemia ha cambiato tutto in pochi mesi, noi, le nostre abitudini, i processi lavorativi, il modo di comunicare e quindi anche di rapportarsi, e nulla tornerà come prima. La città di Roma dovrà essere ripensata e riorganizzata con nuove priorità che nasceranno da nuove esigenze dei cittadini romani. I fondi che l'Europa metterà a disposizione del Governo e arriveranno alla città saranno un'occasione unica e irripetibile che non possiamo permetterci di sprecare con gestioni simili ai "banchi a rotelle", oppure con privilegi a chi è parte del sistema di potere perpetuato a Roma in questi ultimi 20 anni.
Siamo cittadini della più straordinaria città del mondo non lasciamola sola, combattiamo per il nostro futuro, insegniamo ai nostri figli che i sogni possono realizzarsi, che la meritocrazia è un valore, che la città deve essere difesa dalla sua Comunità e che voltarsi dall'altra parte ci rende solo più soli con una peggiore qualità della vita.
Roma può cambiare, crediamoci.
Medico specialista in Igiene e Sanità Pubblica
Laureata in Scienze della Comunicazione
Direttrice dell'Area Sanità Pubblica Veterinaria e Sicurezza Alimentare della ASL Roma I
Dal 2002 al 2006 sono stata Direttrice Generale di Arpalazio
Dal 2006 al 2012 sono stata Direttrice Generale di ARSIAL
Nominata dal TAR e dal Consiglio di Stato Commissario ad acta in sostituzione della Regione Lazio per decidere sui procedimenti sanitaria autorizzativi e di budget
Presidente dell'Associazione Valori e Rinnovamento
Fondatrice di "Donne per Roma"
Nel 1989 consigliere della VI circoscrizione del Comune di Roma con la lista della Democrazia Cristiana.